Quale aliquota bisogna applicare sui contratti di locazione di natura transitoria?

In questo articolo troverai la risposta a questo quesito 😉

Qualche settimana fa mi è capitato di rispondere ad un quesito posto da una collega in un gruppo Fb riservato ad agenti immobiliari, dove si chiedeva se l’aliquota relativa alla cedolare secca applicata ai contratti transitori di locazione era del 10 o del 21%.

 

 

 

 

 

Viste le risposte discordanti di alcuni membri di questo gruppo ho deciso di scrivere un breve articolo dove fare chiarezza sulla questione.

Come specificato dalla circolare 8/E  emanata dall’agenzia delle entrate, l’ente ha risposto cosi al quesito:

L’art. 3, comma 2, del D.lgs. 14 marzo 2011, n. 23 prevede la cedolare secca con aliquota ridotta esclusivamente per i contratti di locazione che, oltre a essere riferiti a unità immobiliari ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative individuati dall’articolo 1, comma 1, lettere a) e b), del decreto legge 30 dicembre 1988, n. 551 e negli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE*, siano stipulati a canone concordato sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini, di cui all’articolo 2, comma 3, della legge n. 431 del 1998 e all’articolo 8 della medesima legge.

e aggiunge:

Il citato art. 2, comma 3, della legge n. 431 del 1998 ammette che le parti possano stabilire la durata del contratto “anche in relazione a quanto previsto dall’articolo 5, comma 1”, ossia in ossequio ad esigenze abitative di tipo transitorio diverse da quelle degli studenti universitari, previste dal successivo comma 2 del medesimo art. 5.

infine:

Tenuto conto del tenore letterale di tale disposizione, si ritiene che l’aliquota ridotta si applichi anche ai contratti transitori di cui all’art. 5, comma 1, della legge n. 5 431/1998 (ossia ai contratti di durata da un minimo di un mese ad un massimo di 18 mesi), a condizione che, come nel caso prospettato, si tratti di un contratto di locazione a canone concordato relativo ad abitazioni ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative o in quelli ad alta tensione abitativa*.

* Nell’art. 2 del DM 16/01/17 è stato sancito che, requisito per poter stipulare contratti transitori è una presenza minima di almeno 10.000 abitanti nel comune dove si intende stipulare l’accordo. Questo fa si che non sia necessario rientrare nella lista dei comuni ad alta tensione abitativa.

Questo significa che è corretto applicare la cedolare secca al 10% nei contratti di natura transitoria, purchè stipulati nei comuni ad alta tensione abitativa ( o con carenze di disponibilità abitative ) seguendo i dettami degli accordi territoriali locali.

Per il comune di Verona, faccio presente che esiste un accordo territoriale che è stato rinnovato nel 2017 da tutti i sindacati del territorio, a cui bisogna fare riferimento per la redazione del contratto di locazione di natura transitoria.

Se cerchi informazioni sul contratto di locazione di natura transitoria, e su come si stipuli per gli immobili nel comune di Verona, clicca su questo articolo.

Hai delle domande sulle locazioni in generale?

Lascia un commento a questo articolo o contattami!!

 

Acconsento al trattamento dei miei dati personali per essere contattato, consulta la privacy policy